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Questo borgo medioevale, fino al 1911, si chiamò Anticoli di Campagna. Circa l'etimologia del nome Anticoli, vi sono due versioni: la prima che il nome deriverebbe da "Antiquae incolae" o antichi abitanti del posto; la seconda da "Ante Colles" perché le prime abitazioni sorsero molto probabilmente sul colle circondato da altri più alti.

Documentazioni probanti risalgono comunque alla prima metà del secolo XI: nel "Breve di Papa Nicolò II" (1059-1061) appare per la prima volta il nome di Anticoli in Campanea come castellanìa della Chiesa alla diretta dipendenza della Santa Sede. (Le due regioni latine facenti parte dello Stato Pontificio erano la Campagna e la Marittima, ed Anticoli apparteneva alla regione di Campagna).

Il suo territorio sembra fosse abitato dai popoli pelasgi perché nel vicino lago di Canterno, durante i recenti scavi di un pozzo artesiano, sono stati rinvenuti frammenti di legno ritenuti parte di palafitte d'origine pelasgica.


Secondo alcuni studiosi, nel V-IV sec: a.C. Anticoli venne abitata dagli Ernici, un popolo di forti montanari. Vivevano in un piccolo agglomerato chiamato "Felcia" che sorgeva su un rilievo roccioso alto circa ottocento metri, difeso da due fossati naturali dove scorrono tuttora i torrenti del Diluvio e del Diavolo o Casa Vetera, e da pareti rocciose a strapiombo. L'arx era il punto più alto, la parte più difesa e più difficile da espugnare.

E' conosciuta oggi come la "Barriera" e vi si poteva accedere attraverso la "Porta dell'Olmo", distrutta ai primi del secolo. La porta maggiore che nell'antica Felcia immetteva all'arx, era però la "Portella" ancora oggi nota con questa denominazione E' l'unica conservatasi, anche se è stata ristrutturata, insieme alla torre omonima.. Una terza porta anch'essa ormai distrutta, detta del "Colle" era sita nella parte bassa della cittadina in fondo al rione omonimo. L'antica cittadella ernica di Felcia racchiudeva dunque nel suo perimetro in basso il quartiere del Colle e nella parte più alta del paese le zone tra le Case Grandi e Castello.

La conformazione urbanistica della parte più antica presenta una struttura derivata da linee tra loro perpendicolari basate su cardine e sul decumano. Un insediamento così concepito è probabilmente di origine romana o preromana. Gli Ernici, infatti, dopo varie alleanze e scontri con Roma furono definitivamente assoggettati all'Urbe da Appio Claudio e da C. Plauzio (367 a.C.). Alcuni studiosi ritengono che nella zona sia esistito, in epoca repubblicana, un insediamento di una certa consistenza avente lo stato giuridico di colonia romana. Di questo periodo romano, iniziato nella seconda metà del IV secolo a.C. si hanno però scarsissime notizie, come povera è la storiografia dell'alto medioevo nella quale s'inserisce Anticoli.


Nel 1088-1089 il papa Urbano II confermava al vescovo Pietro di Anagni il privilegio perenne su Anticoli. I cittadini di Anticoli a quei tempi avevano l'obbligo di dare un tributo annuo alla Santa sede di 50 prosciutti, 20 soldi e 50 schiacciate all'olio in occasione delle feste natalizie. Questa tassa fu abolita nel 1421 da papa Martino V riconoscendo precarie le condizioni degli anticolani a seguito dell'incendio del Castello avvenuto alcuni anni prima. Alla fine del XIII secolo resta ancora proprietà della Santa Sede mentre la Valle Anticolana diventa feudo della famiglia Cajetani.

Nel 1501 Alessandro VI concedeva Anticoli a sua figlia Lucrezia, poi a Cesare ed infine al nipote Giovanni Borgia fino al 1503. Il 22 febbraio 1517 passava in feudo a Pietro Morgani, capitano dei balestrieri di Giulio II il quale ottenne dal successore Leone X l'enfiteusi del castello di Anticoli di Campagna. Questa enfiteusi dovette divenire difficile da conservarsi se Giovanni Morgani che l'amministrava in nome del figlio, se ne disfece il 22 giugno 1517 e la trasferì dietro il pagamento di 2.500 ducati a Prospero Colonna, conte di Fondi.

Uno dei motivi dell'abbandono dell'enfiteusi sembra doversi ricercare nella intemperanza e dissolutezza di Pietro Morgani; l'aver ucciso un bargello, prima, e le insidie tese ad una coniugata, poi, gli procurarono l'avversione degli abitanti e la morte violenta. La fantasia popolare ha tessuto su questo episodio la leggenda secondo la quale questo signorotto, spadroneggiando nel paese, pretendeva gli amori delle giovani donzelle che gettava giù in un pozzo se non le trovava illibate; tale pozzo è detto ancora oggi "Pozzo della vergine". Sempre secondo la leggenda questi soprusi durarono fino al giorno in cui Maria Terrinoni, vedova anticolana, uccise con uno stratagemma il signorotto per evitare che questi contaminasse sua figlia Gioconda, promessa sposa ad Elvezio Maggi, giovane del paese.


Dopo i Morgani, e da questi ai Colonna (1517), il paese passa nel 1556 ai Carafa, per tornare poi con Pio V, nel 1571, feudo dei Colonna con Marcantonio, quale dono per la vittoria sui Turchi a Lepanto. Nel secolo XVIII Anticoli divenne comune indipendente. L'antico borgo conserva pressoché intatte le sue strutturazioni medioevali, con qualche torre delle mura di difesa che sboccia ancora qua e là tra le case. Le arterie principali che si dipartono parallelamente dalla piazza Trento e Trieste si collegano tra loro con vicoli scoscesi, stretti, fatti di archi, di scalinate ed anguste piazzette. Ai lati dei vicoli le case si innalzano l'una a fianco dell'altra in continua successione.

Sembra che Ferdinand Gregorovius allorché visitò Anticoli di Campagna così ebbe ad esprimersi: "…Se non fosse per la mancanza d'un Eva che ti offre la mela, qui diresti di trovarti nel Paradiso Terrestre". Nota al toponimo di Anticoli di Campagna E' utile chiarire alcuni concetti sulla "Campagna" e cioè l'origine della denominazione e la sua estensione territoriale quale regione del Basso Lazio compresa nello stato Pontificio. Dal tempo dell'Impero romano per Campania era indicata tutta quella zona del Basso Lazio che iniziava dalla valle del Sacco e si estendeva fino a Gaeta e al Liri, verso Napoli. Solo dopo la conquista dei Franchi il territorio si scisse in Campania Napolitana e Campania Pontificia o Romana, corrotta poi in Campagna Romana. Anticoli, quindi, venne a far parte di quella zona detta successivamente di Campagna o più esattamente Campagna e Marittima, dalla unione di due zone che avevano i loro vertici nelle città di Frosinone, Velletri e Terracina.

La Campagna Romana comprendeva la zona circostante Frosinone tra i monti Lepini e i monti Ernici fino a Ceprano, mentre la Marittima comprendeva tutta la fascia verso la costa tirrenica, dal basso Tevere al Circeo. L'unione tra i due comprensori in unica provincia è anteriore al mille.


La proposta di cambiare il nome di Anticoli di Campagna in quello di Fiuggi fu formulata del consigliere comunale Pietro Martini e sostenuta da un altro consigliere: Enrico Ludovici. Nel 1911, essendo stata approvata la richiesta, fu autorizzato il cambiamento di nome. "Frugi" fin dall'antichità stava ad indicare la località ove sgorga l'acqua; località ricca di fiorente vegetazione di castagni nel cui sottobosco crescono rigogliose felci che nel gergo e nella nomenclatura dialettale vengono denominate "feuci" o "frugi".

 

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